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Borgo medievale di Castellabate

Uno dei borghi più belli d'Italia: vicoli in pietra, archi, un castello del 1123 e un belvedere sospeso sul mare del Cilento.

~35 min in auto
Il borgo medievale di Castellabate arroccato sul colle affacciato sul mare, con i tetti in cotto e il castello in alto
Il borgo di Castellabate arroccato sul colle, con il castello in cima e il mare del Cilento davanti

A circa 35 minuti in auto dalla villa (~28 km) si arriva al borgo medievale di Castellabate, uno dei Borghi più belli d'Italia e una delle immagini più riconoscibili del Cilento: un paese in pietra arroccato su un colle che scende diretto sul mare, con i tetti in cotto che si scalano l'uno sull'altro fino al castello.

La storia comincia nel 1123, quando venne costruito il Castello dell'Abate, voluto da San Costabile, abate della Badia di Cava de' Tirreni. Il castello nacque con una funzione precisa: difendere la popolazione dalle incursioni saracene che flagellavano questa costa. Attorno alla fortificazione crebbe il borgo, che sorge sul colle Sant'Angelo e conserva cinque ingressi storici, ed è rimasto sostanzialmente integro nella sua forma medievale.

Si gira a piedi, senza itinerario obbligato: vicoletti in pietra, archi, scalinate, portali, cortili e affacci che si aprono all'improvviso sul blu. Il punto più celebre è il Belvedere di San Costabile, da cui nel 1811 il re di Napoli Gioacchino Murat, colpito dalla bellezza del panorama, pronunciò la frase rimasta proverbiale: “Qui non si muore”. Il colpo d'occhio, da lassù, copre il golfo e la costa fin dove arriva la vista. Poco sotto, il paese si stringe intorno alle sue piazzette, e ogni pochi metri un arco o una finestra inquadra un pezzo di mare diverso: è il tipo di borgo che non si visita seguendo un elenco di cose da vedere, ma perdendosi.

Il borgo è diventato familiare a un pubblico enorme grazie al cinema: Piazza X Ottobre 1123 — il nome ricorda la data di fondazione del castello — è la location principale del film “Benvenuti al Sud”, girato qui. Chi ha visto il film riconosce quasi ogni angolo della piazza, e la cosa curiosa è che il paese non ne è stato trasformato: è ancora, prima di tutto, un borgo abitato.

Castellabate non è solo il borgo alto. Il comune comprende anche la frazione costiera di Santa Maria di Castellabate e altri nuclei affacciati sul mare, e l'intero territorio si trova all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Salire al borgo nel tardo pomeriggio e scendere poi verso la costa è il modo più naturale di organizzare la visita. Chi ha più tempo può vedere Castellabate dai due punti di vista che la rendono famosa: dall'alto, sospesa sul mare, e dal basso, come profilo che chiude l'orizzonte.

Per chi soggiorna alla villa è una gita di mezza giornata perfetta, soprattutto verso il tramonto, quando la pietra prende colore e l'aria si fa più leggera. Sulla strada del ritorno la costa scorre a fianco, e la risalita verso la collina e la piana chiude la giornata con un panorama diverso da quello dell'andata.

Consigli pratici

  • L'auto si lascia negli spazi a valle del borgo: le strade interne sono strette e in gran parte non percorribili, e la salita a piedi è breve.
  • Vicoli e scalinate sono in pietra e in pendenza: servono scarpe comode, e con la pioggia il fondo diventa scivoloso.
  • Il tardo pomeriggio è il momento migliore per il belvedere e per le foto; d'estate le ore centrali sono anche le più affollate.
  • Aperture, visite e calendario degli eventi nel borgo e nel castello variano: verificateli sui canali ufficiali del Comune di Castellabate.
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