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Parco Archeologico e Museo di Paestum

La meta più celebre della piana che si vede dalla terrazza della villa: templi dorici, una città antica intera e un museo che custodisce la Tomba del Tuffatore.

~15 min in auto
Il Tempio di Atena nel Parco Archeologico di Paestum al tramonto, con una colonna dorica isolata in primo piano
I templi dorici di Paestum nella luce del tramonto, fra i resti dell'antica Poseidonia

Dalla terrazza di Villa Giulia Cilento si guarda la piana di Paestum, e in circa 15 minuti in auto (~12 km) si arriva al Parco Archeologico e Museo di Paestum, la meta più nota di tutto il comprensorio. Nata come Poseidonia, colonia greca fondata sulla costa del Golfo di Salerno, la città passò poi sotto i Lucani e infine ai Romani, che le diedero il nome di Paestum: la stratificazione di queste tre epoche è ancora leggibile camminando dentro l'area archeologica.

Il cuore della visita sono i tre grandi templi dorici del VI-V secolo a.C., fra i meglio conservati al mondo. Il Tempio di Hera, chiamato per lungo tempo “Basilica”, è il più antico dell'area sacra. Il Tempio di Nettuno, costruito intorno al 450 a.C., è l'esempio più maestoso e completo di architettura dorica del sito. Il Tempio di Atena, più appartato, occupa la posizione panoramica sul punto più alto dell'antica città e regala la vista d'insieme più bella sul parco: è quello che si riconosce nella foto qui sopra.

Attorno ai templi non ci sono soltanto colonne. Il percorso attraversa il foro romano, l'anfiteatro, le strade lastricate, gli isolati di abitazioni e il lungo circuito di mura che chiudeva la città: è una passeggiata di respiro ampio, in mezzo al verde e agli ulivi, che restituisce l'idea di un centro urbano vero e non di un semplice recinto di rovine. Chi ha tempo può dedicare all'intero circuito una mattinata piena.

Il Museo Archeologico Nazionale, fondato nel 1952 all'interno dell'antica città, è la seconda metà della visita e completa il racconto. Qui si trova la celebre Tomba del Tuffatore, realizzata intorno al 470 a.C.: le sue lastre dipinte sono una delle pochissime testimonianze di pittura funeraria greca giunte fino a noi, e mostrano un giovane sospeso a mezz'aria mentre si tuffa nell'acqua da una struttura simile a un trampolino, fra due alberi dai tronchi sinuosi. Sempre nel museo sono esposte le metope del santuario di Hera alla foce del Sele e la straordinaria raccolta di tombe lucane dipinte.

Il valore del sito è riconosciuto a livello internazionale: Paestum fa parte, insieme all'area archeologica di Velia e alla Certosa di Padula, del sito UNESCO che comprende il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. È il motivo per cui questa piana, così tranquilla e agricola, è in realtà uno dei luoghi più studiati del Mediterraneo antico.

Per chi soggiorna alla villa, la vicinanza permette di scegliere l'orario con calma invece di correre: in estate il primo mattino e il tardo pomeriggio sono i momenti in cui il caldo si sopporta meglio e la luce sui templi è più calda; in primavera e in autunno la visita è piacevole a qualsiasi ora. Rientrare a pranzo o a fine giornata in collina, con la cucina della casa a disposizione, è uno dei vantaggi concreti di essere a pochi chilometri.

Consigli pratici

  • Il percorso è lungo e in gran parte all'aperto, fra terra battuta e lastricato antico: scarpe comode, acqua e cappello sono utili, l'ombra è limitata.
  • Orari, tariffe e formule di ingresso (compreso l'accesso combinato al parco e al museo) variano nel corso dell'anno: verificateli sempre sui canali ufficiali del Parco Archeologico prima di partire.
  • Essendo a circa 15 minuti dalla villa, la visita si abbina bene a mezza giornata di mare sul litorale di Capaccio Paestum, che si trova poco oltre la piana.
  • Il museo merita tempo quanto l'area archeologica: se avete un solo giorno, calcolate almeno un'ora anche per le sale interne.
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