Se capitate nel Cilento in primavera, c'è un appuntamento che vale più di qualsiasi ristorante: la Festa del Carciofo di Paestum, che ogni anno, fra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, anima la piana di Capaccio Paestum con una serie di serate dedicate al prodotto simbolo del territorio. Si svolge nella zona di Gromola, in mezzo alla campagna che dalla villa si vede distesa fin verso il mare, e ha il carattere delle sagre vere: tavoli lunghi, stand gastronomici gestiti dalla comunità, musica popolare dal vivo e famiglie intere che arrivano al tramonto e restano fino a tardi.
Il "tondo di Paestum", un carciofo con la IGP
Il protagonista non è un carciofo qualunque. La varietà coltivata in questa parte della piana del Sele è il cosiddetto tondo di Paestum, riconoscibile per la testa sferica, le foglie serrate e prive di spine e un cuore particolarmente tenero: è il prodotto tutelato dall'indicazione geografica protetta Carciofo di Paestum IGP, un marchio europeo che vincola varietà e area di produzione. Non è un dettaglio burocratico: significa che quello che mangiate alla festa è stato raccolto nei campi che circondano il paese, spesso a pochi chilometri dai banchi che lo cucinano, e che la coltivazione del carciofo è qui una vera economia agricola, non un residuo folkloristico. Chi passa da queste parti in primavera se ne accorge anche guidando: i campi coltivati a carciofo sono uno degli elementi che definiscono il paesaggio della piana, insieme alle serre e agli allevamenti di bufale.
Come funziona una serata di festa
La formula è quella collaudata delle grandi sagre campane. La piazza del borgo si trasforma in una cucina all'aperto e il carciofo viene proposto in tutte le declinazioni possibili: arrostito sulla brace, fritto, in pastella, ridotto in crema, come condimento della pasta, dentro focacce e sfoglie farcite. Accanto ai piatti a base di carciofo trovano spazio gli altri prodotti del territorio, dalla mozzarella di bufala della piana all'olio del Cilento, e le serate sono accompagnate da concerti e gruppi di musica popolare che vanno avanti fino a notte. Il programma cambia di anno in anno, così come il numero e la disposizione delle serate: per date, orari e dettagli conviene sempre affidarsi ai canali ufficiali del Comune di Capaccio Paestum e del comitato che organizza la festa, invece che al passaparola.
Andarci dalla villa, e cosa fare nella stessa giornata
Per chi soggiorna a Villa Giulia Cilento la festa è un'occasione comoda: la piana comincia subito sotto la collina di Giungano, e il parco archeologico di Paestum, che si trova nella stessa area, è a circa quindici minuti di auto. La giornata ideale si costruisce da sé: mattina fra le colonne, quando la primavera tiene i campi verdi e le temperature ancora gentili, pomeriggio lento in terrazza o una puntata alle spiagge di Capaccio Paestum, che sono a circa dodici minuti, e poi la sera in festa. Il rientro è breve, e questo conta più di quanto si pensi quando si passa una serata fuori.
Perché una sagra racconta un territorio meglio di una guida
Le feste di paese come questa hanno una funzione che va oltre il mangiare bene. Sono il momento in cui una comunità agricola mostra pubblicamente ciò che produce, con l'orgoglio di chi sa che quel prodotto porta il nome del proprio paese in giro per l'Europa. Si sente nel modo in cui gli organizzatori spiegano la differenza fra un carciofo raccolto ieri e uno comprato al supermercato, e nelle ricette che cambiano di poco da una famiglia all'altra. Per un ospite è il modo più diretto di capire dove si trova: non nel Cilento delle cartoline, ma in una piana coltivata da millenni, la stessa che riforniva la città greca i cui templi si vedono a pochi chilometri di distanza.
A pochi minuti dalla piana, in primavera
Villa Giulia Cilento è sulla collina di Giungano, con terrazza panoramica sulla piana di Paestum e parcheggio riservato: la base comoda per una serata di sagra e un rientro breve.