Pasta fresca cilentana lavorata a mano col ferretto, allineata su un piano infarinato
Pasta fresca cilentana lavorata a mano col ferretto, come il fusillo felittese — foto: Nebbie.nebula · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono paesi del Cilento che d'agosto raddoppiano gli abitanti per un motivo preciso, e Felitto è uno di questi. Il motivo, qui, ha la forma di una pasta: il fusillo felittese, lungo, bucato al centro e ancora oggi lavorato a mano con un attrezzo che sembra arrivare da un'altra epoca. Attorno a questa pasta il paese costruisce ogni anno la Sagra del Fusillo Felittese, una manifestazione che va avanti da oltre quarant'anni e che non ha nulla dell'improvvisazione: la organizzano la Pro Loco e un gruppo numeroso di volontari, e per più giorni consecutivi il borgo si trasforma in una grande cucina all'aperto. Da Villa Giulia Cilento si arriva risalendo verso l'interno del Parco Nazionale, lungo strade di collina: una gita che conviene programmare con la luce del pomeriggio ancora dalla propria parte.

Che cos'è il fusillo felittese

Il fusillo di Felitto è riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Campania, e la sua ricetta racconta molto della cucina cilentana dell'entroterra: semola di grano duro, una quantità generosa di uova — si parla di sei-otto uova per chilo di semola — e nessuna aggiunta d'acqua, con appena un filo d'olio extravergine per ungere le mani nella fase finale della lavorazione. L'impasto viene poi arrotolato attorno a un ferretto a sezione quadrata, il gesto che dà al fusillo la forma allungata e il foro interno capace di trattenere il condimento. È un movimento che non si impara leggendo: chi lo esegue in paese lo ha ripetuto migliaia di volte, e la velocità con cui la pasta prende forma sotto le dita è in sé uno degli spettacoli della sagra. Il condimento della tradizione è un ragù lento, di castrato o di vitello; altrettanto felittese è la versione con pomodoro fresco e cacioricotta caprino grattugiato sopra, più leggera e adatta al caldo di agosto.

Come si vive la sagra

La sagra non è una serata singola: si estende su più giorni consecutivi nel cuore di agosto, con lunghe tavolate allestite negli spazi del paese e una parte dedicata alla preparazione a vista, dove si può osservare la pasta nascere dalle mani di chi la lavora prima di ritrovarla nel piatto. Intorno al cibo ruota un programma che cambia ogni anno ma segue sempre lo stesso spirito: musica dal vivo, gruppi folcloristici e danze popolari, mostre di pittura e di fotografia, attività pensate per i bambini, visite al centro storico. È un'occasione interessante anche per chi normalmente evita le sagre: qui la scala è quella di un borgo, non di una fiera, e la sensazione dominante è quella di essere ospiti in un paese che festeggia se stesso e la propria memoria contadina.

Come informarsi: giorni, programma e modalità di partecipazione cambiano di edizione in edizione, e non hanno senso indicazioni valide per sempre. Prima di partire conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Felitto e della Pro Loco, che pubblicano ogni anno il calendario aggiornato.

Felitto e le Gole del Calore

Vale la pena non ridurre la giornata alla sola cena. Felitto è un borgo medievale arroccato, con l'impianto della vecchia fortezza affacciato sul vuoto, e il suo tesoro naturale sono le Gole del Calore: un canyon scavato dal fiume, con marmitte naturali, pareti di roccia e tratti d'acqua limpidissima immersi nel verde. Chi ha l'intera giornata a disposizione può organizzarla su due tempi: la mattina lungo il fiume, dove d'estate si cammina e si fa il bagno nelle pozze, e la sera in paese per la sagra. Anche questo pezzo di Cilento rientra nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, lo stesso parco al cui interno si trova la villa: è il modo più diretto per capire quanto l'entroterra sia diverso dalla fascia costiera, pur essendo la stessa terra.

Partire da Giungano

Da Villa Giulia Cilento la strada per Felitto abbandona presto la piana e comincia a salire fra colline coltivate e paesi appesi ai crinali. Sono percorsi belli ma da fare senza fretta, con curve e carreggiate strette in alcuni tratti: meglio calcolare tempi larghi, soprattutto per il rientro serale, e mettere in conto che nei giorni di sagra il paese è molto frequentato e il posto per l'auto va cercato con pazienza un po' a monte del centro. Il vantaggio di avere una cucina completamente attrezzata in villa, poi, si sente anche qui: capita spesso di tornare con qualche confezione di fusilli da cuocere nei giorni successivi, ed è il souvenir migliore che si possa portare a casa da questa parte del Cilento.

Una base tranquilla per girare l'entroterra cilentano — Villa Giulia Cilento

Dalla nostra terrazza panoramica sulla piana di Paestum si parte facilmente verso i borghi dell'interno e si torna la sera in un intero piano di villa tutto vostro, con cucina attrezzata e parcheggio riservato.